Marzia Bendotti

Arese MI
Italy
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C’è una frase che mi sta a cuore e che ripeto a me stessa come un mantra:
“Ogni persona che incontri è migliore di te in qualcosa, da quella cosa impara”.

Sono mamma di tre bambini e sono loro i miei primi Maestri, che dal primo giorno insieme mi insegnano lo stupore e la simpatia verso la vita, mi ricordano l’importanza del rispetto per sé e per l’altro.

Da anni consulente per un laboratorio di Genetica Medica, sono una lettrice appassionata e i miei percorsi personali e professionali sono passati anche attraverso corsi di Mindfulness, la Scuola di Naturopatia, la Biotransenergetica, la formazione come insegnante di Hatha Yoga presso l’Arhanta Yoga Ashram e la successiva specializzazione per l’insegnamento a bambini e adolescenti.

Gli insegnamenti di Yogi Ram e Yogini Kalyani, l’esempio e il supporto della mia insegnante Lucia mi hanno stimolata e motivata nel percorso di formazione come insegnante Hatha Yoga, passione e stile di vita che oggi sono diventati anche una professione.

L’inizio di tutto.

“L’uomo sta tra cielo e terra” amavano dire i saggi cinesi, che rappresentavano l’uomo nei loro testi della tradizione con la sommità del capo cava, aperta verso l’alto.

Nei primi giorni successivi al concepimento, l’embrione è un insieme di cellule e si presenta come una struttura piena. Dopo circa una settimana, si crea al suo interno un vuoto e nelle settimane a seguire l’embrione si divide in una parte inferiore semisferica piena ed una parte superiore vuota, definita cieloma, cioè cavità del cielo.

Questa cavità che racchiude il cielo dell’embrione non comunica con l’esterno, perché l’embrione si nutre e respira attraverso la madre.

Mentre il bambino cresce nel grembo materno, la pressione del mondo esterno aumenta e lo spazio uterino diminuisce, ma quel vuoto iniziale è sempre lì. Anzi si è dilatato, proprio a causa della pressione che arriva da fuori.

Quando il bambino sarà pronto e il cielo all’esterno premerà affinchè il piccolo finalmente nasca, quel vuoto dilatato tenterà di ritornare alle dimensioni iniziali, attirando verso di sè le pareti che lo racchiudono e quindi l’aria…in quell’istante il bambino comincerà a respirare autonomamente ma arriverà a dimenticare quel vuoto che originariamente ha richiamato l’aria nei suoi polmoni. Il vuoto che lo ha spinto a respirare e a nascere. Il vuoto che è ancora presente dentro di lui.
Da quel vuoto nasce la spinta a crescere, a progredire, innata in ognuno di noi, quella spinta che mi ha avvicinato al percorso dello yoga, come praticante ed insegnante, per stare bene e far star bene le persone che incontro.

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Very Spiritual